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Diario di bordo > La Solo
La "Solo " 2009
Associazione Velica Monvalle
11 ottobre 2009
Bellissimo fine settimana!
Anche quest'anno la SOLO non ha deluso le aspettative, anzi, le adesioni hanno superato ogni pronostico...NUOVO RECORD...ben 61 sono state le barche iscritte, anche se alcune non si sono presentate alla partenza viste le previsioni di vento forte.
Il vento forte è si arrivato, ma è stato perfetto per durata ed intensità.
Cronaca:
Sono le 5.30 di Domenica, la sveglia suona per noi, Fabrizio, Paolo ed Ezio, e si parte con la boa sul gommone. E' ancora buio ma non fa freddo, uscendo dalla baia di Monvalle c'è onda ma il vento è ancora debole. 40 mn. di navigazione sotto un cielo stellato con rotta sull'Isola Madre. Calata la boa arriva l'alba, tersa e stupenda classica di una giornata che sarà ricca di vento. Durante il rientro a Monvalle per posizionare la boa di partenza, il vento sale a 15 - 18 nodi, mentre al porto sono già tutti al lavoro per preparare le barche. Ultimati i preparativi per la regata anche noi ci dirigiamo in banchina per armare le nostre barche.
8.55 Paolone da il segnale dei 5 mn alla partenza.
9.00 si parte.
Il colpo d'occhio è bellissimo e mentre Chiara scatta foto a raffica i più veloci allungano subito, lo schieramento di partenza si apre ed il lago s'innonda di sole e di vele spegate di bolina.
Ogni anno la SOLO non si smentisce... regala sempre nuove e bellissime emozioni indimenticabili...
Al primo incrocio Geronimo precede Tarkwa, Aziza non è lontana mentre Blu Moon cerca di liberarsi dalle coperture. Prima volta quest'anno per Asterix, timonata da un tesissimo Paolino, che si porterà a casa una bella soddisfazione, nel gruppo Vele Bianche - 5° in tempo reale - 4° in tempo compensato. Complimenti.
In prossimità della boa di bolina, il vento cala variando spesso la sua direzione, Tarkwa riprende il comando ma Geronimo è vicinissimo. Al giro di boa Tarkwa stramba subito impostando il lasco mure a sx, Geronimo insiste mure a dx ma una scotta nemica impedisce allo spi di salire e Tarkwa si allontana.
E' in questo momento che dalla radio arriva un comunicato che raggela gli animi.
Paolone, dalla barca Comitato, comunica che c'è un uomo in acqua e che la sua barca, con il timone automatico inserito, stà dirigendo verso gli scogli di Santa Caterina. Per fortuna tutto finisce nel migliore dei modi, grazie ad una serie di interventi tempestivi messi in atto dal comitato di regata e dagli stessi regatanti che si trovavano nei paraggi dell'incidente.
E' Claudio Piozzi, direttore sportivo dell'AVM, che a bordo del suo Gran Surprise, "La Velina Lumachina", con grande abilità marinaresca riesce a trarre in salvo il naufrago, che viene issato a bordo allo stremo delle forze in quanto NON indossava il salvagente obbligatorio.
Nello stesso momento Giorgio Travaini, vice presidente dell'AVM, con il suo Melges 24 "Cocaburra" raggiunge la barca alla deriva che stà navigando a oltre 8 nodi, l'abborda e ne prende il comando salvandola dagli scogli, ma durante l'abbordo perde la cima dalla mano, unico legame con la sua barca che a questo punto, a sua volta, è in balia del vento.
Alla scena assiste Pino Bovio che non esista con la sua Star ad abbordare il Meleges 24, salvandolo a sua volta. In contemporanea arriva il gommone dell'assistenza, timonato da Felice, con a bordo Chiara e Rosella, che salgono sulla Star e ne prendono il comando...tutte le barche ora sono sotto controllo e dirigono verso il porto. Unico danno alle imbarcazioni è stato riportato dalla Star con rottura di una sartia alta.
La Solo è stata vinta da Melges 24 "EPERVIER" timonato da Brianza, secondo l' Esse 850 "Higghlander" timonato da Monaco, terzo il Curk 1720 "Druid Magik" tinonato da Eckstain.
Ma, a parte il risulato agonistico, fondamentale è stato l'altissimo grado di capacita marinaresca degli uomini dell'AVM, che con al loro tempestività e determinazione hanno brillantemente evitato guai maggiori, gestendo una situazione molto difficile con grande responsabilità.
Un grazie di Cuore a Claudio, Pino, Giorgio, Felice, Chiara e Rosella ed al tutto il comitato.
Che dire ancora se non ricordare che alla fine di quest'anno il Tarkwa ha battuto Geronimo. Ora la situazione "Sfida in solitario" è 3 a 2 a favore del Tarkwa e si parla già della SOLO 2010 che sara piena di importanti novità.
Ringraziando nuovamente tutti i partecipanti e gli organizzatori, auguriamo Buon Vento a tutti i marinai solitari del Lago Maggiore.
Ezio e Fabrizio
Servizio fotografico by Chiara
Le emozioni della "SOLO"... secondo noi...
LA SOLO DI FABRIZIO ANDRIGHETTO - GERONIMO
La mia solo inizia due mesi prima, ed è un'altra regata.
Giorno dopo giorno vedo arrivare tutti voi, due, quindici venti, trenta iscrizioni…………
I primi trenta sono gli Irriducibili della Solo, quelli che non mancheranno mai, quelli che partiranno sempre anche nei prossimi vent'anni, quelli che vorranno battere il record dell'Armandino, la sua solo del 2007 a 84 anni, az……. quelli che la Solo la vogliono vincere, almeno una volta nella vita, alla faccia della partecipazione.
Intanto gli arrivi si susseguono, trentacinque, quaranta, quarantanove………..
Leggo i loro moduli, nomi nuovi che spuntano da chissà quali porto e ti chiedi dove erano prima della Solo. Barche mai viste nomi sconosciuti che mai avrebbero pronunciato il nome regata. Ora si.
Eccolo, il cinquantesimo iscritto,……che bel numero.
E che bel nome, EPERVIER vincerà la Solo, si il Tino vincerà la Solo, dopo quattro anni di atroci sofferenze e di dominazione straniera.
Ma non finisce qui……..cinquantacinque, cinquantanove……..sessanta.
Il sessanta è un numero ancor più bello del cinquanta. Non arriva via fax ma direttamente al pontile dell'AVM, poche ore prima della partenza. Deve prendere anche il barchino per raggiungere la sua barca alla boa.
È uno degli Irriducibili della Solo si chiama Nino, anzi Squalo, ha settantotto anni.
Geronimo
LA SOLO DI EZIO CANTONE - TARKWA
C'è un posto nel mondo dove c'è un lago,in questo lago vivono due barche che passano il loro tempo sfidandosi;un giorno altre barche arrivarono per sfidarsi a loro volta.Quel giorno in quel lago nacque la "SOLO"... Quel giorno è lontano già cinque anni... Lunga vita alla "SOLO". Ezio
LA SOLO DI PERANDREA TODESCHINI - SKA
La SOLO non è avvenimento di un solo giorno, se ne parla ogni volta che ci si ritrova sul pontile, attorno al tavolo, in pozzetto durante le veleggiate in compagnia, è una "avventura" che tutti coloro che vanno in barca vogliono provare...
E poi tutti gli amici che ti tirano per i capelli, "ma come, non sei ancora iscritto?", "la devi fare anche tu" etc..
Eh si, lo volevo anche io, la volevo fare la "SOLO", una giornata sul mio meteorino blu a gestire, prima che il vento, i miei timori, a vedere se riuscivo a mettere in pratica tutti i consigli ricevuti, a vedere se ce la facevo ad arrivare, a passare il "cancello"… e poi quando i primi in porto hanno già disarmato le barche, hanno già finito il debriefing, ti squilla il cellulare in barca -. .."ehi ciao, dove sei, come va, tutto ok?" …
Eh si, alla SOLO non sei mai da SOLO… una "sacré journée"…
Grazie.
LA SOLO DI FABIO FORTIN ITA 78 (Farrabutto)
Per noi del basso, la Solo parte il sabato pomeriggio quando l’inverna gonfiando le nostre vele ci allontana pian piano dal pontile dove le nostre compagne ci salutano con la manina alzata….In quel preciso istante cresce, miglio dopo miglio il piacere di risalire il lago, completamente isolati dal mondo, impugnando stretta la barra del timone.
Per me la SOLO è soprattutto una scuola di vela e di vita, l’occasione per verificare se in totale autonomia sono in grado di condurre Farrabutto come vorrei.
Mi diverte moltissimo navigare e giocare con lui, sentirlo vivo mentre fende le onde e domina il vento, a volte sbanda e sono certo lo faccia apposta, credo si diverta un mondo a farmi spaventare, per poi rassicurarmi immediatamente tornando al giusto grado d'inclinazione; Quante ne avrà passate il mio Farrabutto io sono l’ultimo armatore in senso cronologico...... ma sono certo che lui si ricorda perfettamente di tutti quelli che lo hanno armato e fatto navigare
Io e Farrabutto con la SOLO esaltiamo la nostra complicità, un legame indissolubile tra uomo e barca….mi confido con lui come se fosse vivo, mi piace pensare che mi ascolti, che rivelandogli le mie paure, i miei timori, mi aiuti a superarli…....e magia puntualmente ciò accade e il miracolo si compie …… Solo dopo Solo…… mi accorgo di essere sempre meno SOLO…..c'è lui a farmi compagnia, insieme a molte altre barche condotte da amici che come noi amano giocare con le onde e il vento......
Ciao
LA SOLO DI BRUGHERA ALESSANDRO
Aneddoti vari
- Aspetti la regata con ansia, ti prepari accuratamente, la strategia è tutta prestabilita ma quando arriva il segnale di partenza di rendi conto che ......... sei in ritardo
- Le barche sono pulite e linde all'inverosimile sia sopra che sotto
- L'ordine che vige in coperta è magnifico; nessuno mangia, nessuno beve e soprattutto nessuno fuma
- Non ci sono problemi con l'arruolamento dell'equipaggio
- Nessuno di dice quando virare o strambare o quando avresti dovuto.........
- Non ci si può "incazzare" con nessun altro che con se stessi
- Dopo una messa a punto rigorosa di tutta la barca se qualche cosa si deve rompere basta aspettare i 5 minuti prima del segnale di partenza della solo !
- Si evitano gli abbordi perchè ......tutti siamo armatori e ci secca enormemente provocare danni
- Non vedi l'ora di fare il bordo di poppa ,così puoi issare lo spy, poi dai un'occhiata all'anemometro e pensi : mahh, sarà il caso ???? ma lo spirito della "solo" vince e lo spy va su in ogni caso.
- ...........................................
ciao Fabrizio allunghiamo la lista ?...........
LA SOLO DI CAPRIOLI PAOLO
Solo 2009.
La mia prima regata in solitario, la mia prima regata al timone, la mia prima regata!
In realtà di regate ne ho fatte molte, di solito a prua o in pozzetto e quasi mai al timone ma la solo è qualcosa di diverso, difficile da spiegare, qui non hai nessuno con cui condividere le manovre, le scelte tattiche, le difficoltà, i piaceri, qui è tutto su di te, intorno a te e dentro di te.
Ringrazio infinitamente il Paolone che mi ha donato con tutto il cuore e la disponibilità di questo mondo questa fantastica opportunità affidandomi il timone del suo Asterix, so cosa vuol dire, io sono un rematore incallito e con il mio skiff ho un rapporto quasi carnale, ho imparato a conoscerlo, a capirlo e infine ad ascoltarlo. E’ la mia barca che mi dice se tutto funziona, se vado come un missile oppure se non è giornata, è alla fine una parte di me stesso.
Per questo so cosa vuol dire affidarla nelle mani di un’altra persona... Grazie Paolo, grazie ancora.
Prendere in mano il timone di una barca non tua e sulla quale non hai fatto almeno 500 virate e altrettante strambate non è cosa semplice, con Ezio e Fabrizio avevamo fatto un’uscita d’allenamento e i nodi erano tutti venuti al pettine, problemi di qui, problemi di la intermezzati da qualche stralcio di buona andatura. E poi il terrore di rovinarla!!!
Avevo quindi passato una settimana all’estero per viaggio di lavoro, pensando a tutte le manovre e alla migliore conduzione possibile, avevo pregato per “poco vento” per poter dare il meglio senza rischi ma... evidentemente le mie preghiere sono passate inascoltate... quanti erano? Una ventina? I nodi di vento ovviamente.
Consulto con Ezio per l’assetto, barza tendenzialmente orziera quindi genoa pieno e una mano di terzaroli, qualche magheggio e altrettanti riti propiziatori e poi fuori all’avventura.
Abbondante ricognizione, alcune prove di virata con il pilota automatico di poco aiuto per il forte vento e poi i segnali di partenza.
Avevo troppa paura di fare disastri e rovinare la barca, ho quindi preferito partire tranquillo e con quel cavolo di vela impigliata nel candeliere, ma chi andava a prua a liberarla? Partenza nel gruppo quindi, non troppo esaltante, mure a dritta e via verso la sponda piemontese. Con la vela di prua incastrata e non a segno l’angolo era quello che era, la barca era un pò troppo invelata ma comunque gestibile e il passo tutto sommato discreto.
Poi per timore di ritrovarmi incasinato nel gruppo a campo libero ho preferito virare e risalire il lago mure a sinistra solo e lontano da tutti concentrandomi solo nel fare più prua possibile e nell’evitare che la barca si sdraiasse troppo sotto raffica.
Prima della boa poi, la decisione di togliere la mano, manovre non in chiaro e casino inenarrabile, una specie di cappa, un tre e sessanta e non so quant’altro. Peccato davvero un sacco di posizioni buttate via ma anche questo è la solo.
Boa e poi giù a vele bianche a cercare un pochino d’aria per camminare. Un incrocio con il Brisio è una sua strambata perfetta e una bella lotta con Genzi (vinta da lui) fino all’arrivo.
Bello, bello davvero sono contento, regata senza infamia e senza lode, nessun danno ad Asterix e una giornata di vela di quelle che il lago regala a fatica.
Poi il crollo totale, una stanchezza da non reggersi in piedi ma una grande gioia interiore.
Bello di nuovo bello davvero e... se ci sarà una prossima volta...
Paolo
LA SOLO DI BRUNO MARCO
COMPLIMENTI A TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO ALL'IDEA E ALL'ORGANIZZAZIONE DI UNA REGATA PER SOLITARI, SUL NOSTRO LAGO MANCAVA PROPRIO UNA SIMILE INIZIATIVA.
PER TUTTI IL DIVERIMENTO E' STATO ESASLTANTE .
UNA LODE PARTICOLARE A QUANTI HANNO EVITATO CHE UN BANALE INCIDENTE POTESSE TRAMUTARSI IN TRAGEDIA, DANDO UN IMPORTANTE SEGNALE AD OSSERVARE LE NORME DI SICUREZZA SOPRATTUTTO PER CHI NAVIGA DA SOLO
BRUNO MARCO